IO MI RISPOSO! COME AFFRONTARE LA FORMAZIONE DI UNA SECONDA FAMIGLIA.

 

Le famiglie ricostituite sono formate da una coppia convivente e i figli dell’uno e/o dell’altro partner nati da una precedente unione. Queste famiglie devono affrontare difficoltà specifiche e il  modo in cui verranno affrontate  dipende principalmente dal modo in cui è stata rielaborata l’esperienza della separazione.

 

I figli della famiglia ricostituita devono riuscire a mantenere i rapporti con i genitori non conviventi e con le loro famiglie d’origine, ma devono anche sviluppare nuove relazioni con la famiglia del genitore acquisito.

 

I genitori della famiglia ricostituita devono affrontare 3 compiti principali, che incidono notevolmente sul benessere dei figli e sulla solidità del nuovo nucleo famigliare.

 

  1. COSTRUIRE UN’IDENTITÀ DI COPPIA MATURA E RIDEFINIRE I PRECEDENTI LEGAMI TRA GENITORI E FIGLI.

È necessario elaborare il sentimento di perdita e fallimento provocato dallo scioglimento della precedente unione. Se questo non accade, il padre può diventare assente ed essere sostituito dal nuovo partner (diade dissolta); le battaglie legali possono essere portate avanti per molti anni e i genitori possono prendersi cura dei figli  con modalità competitive, includendo nella competizione anche i nuovi partner (colleghi arrabbiati); talvolta il conflitto è tale che ciascun genitore cerca di estromettere l’altro ed è necessario l’intervento del tribunale dei minori (nemici furenti). Può capitare che una coppia di ex coniugi condivida la mancata rielaborazione della separazione e mantenga dei rituali famigliari, ad esempio trascorrere le festività insieme. In questo caso i figli godono di buoni rapporti con entrambi i genitori, ma possono essere confusi a causa della scarsa chiarezza della nuova situazione (amici perfetti). Se invece la separazione è stata elaborata dal punto di vista psicologico e vi è un buon investimento nella nuova relazione, i figli possono godere dei vantaggi di avere due famiglie in cui collaborano più figure allevanti (colleghi collaboranti).

 

  1. SVILUPPARE RELAZIONI ADEGUATE TRA GENITORI ACQUISITI, FIGLI ACQUISITI E FRATELLI ACQUISITI.

I figli possono essere ostili nei confronti del nuovo partner, perché rappresenta la perdita della speranza di una riunione familiare. I bambini possono anche avere il timore di essere abbandonati dal proprio genitore, che ha il desiderio di momenti di privacy con il nuovo partner, ma non dovrebbe perdere gli spazi e i tempi che dedicava ai figli prima dell’arrivo del nuovo compagno. Generalemnte i figli di genitori separati continuano a vivere con la madre ed è importante che la madre li rassicuri  sul proprio affetto e sul fatto che il nuovo partner non imporrà nuovi modelli educativi e affettivi. I rapporti tra i fratelli acquisiti possono essere molto problematici, ma la causa risiede nei comportamenti degli adulti. In particolare, le litigate tra i genitori per il comportamento dei figli e  il non trattare in modo uguale i figli biologici e acquisiti in relazione alla conduzione della vita famigliare.

 

  1. COSTRUIRE UN SENSO DI APPARTENENZA ALLA NUOVA UNITÀ FAMILIARE.

Raggiungere questo obiettivo non significa una costante identificazione comune in un Noi, ma essere capaci di curare la propria relazione con i figli sapendo che l’altro avrà rispetto di questa relazione e avere fiducia nel fatto che l’altro condivide i principali obiettivi per i quali ci si sta impegnando.

 

Costruire una seconda famiglia felice è sicuramente possibile, ma è necessario essere consapevoli che dovranno essere affrontate alcune difficoltà. Dover diventare un gruppo, senza che tutti i componenti abbiano una storia familiare condivisa, richiede una sforzo. È importante il dialogo continuo tra tutti i membri e l’impegno nel capire i sentimenti che stanno affrontando i bambini.

 

Bibliografia

Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia di Marisa Malagoli Togliatti e Anna Lubrano Lavadera. Il Mulino, 2002.

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