NON ESISTONO PIÙ GLI ADOLOSCENTI DI UNA VOLTA

 

Le nostre famiglie, i ruoli genitoriali e quelli delle donne e degli uomini sono profondamente cambiati rispetto a quelli di qualche anno fa. I motivi sono molteplici, ad esempio, i cambiamenti culturali ed economici, l’ingresso della donna nel mondo del lavoro o le moderne tecnologie ecografiche. Tralasciando le cause di tale trasformazione,  rimane evidente il passaggio da una famiglia tradizionale e normativa ad una famiglia affettiva e relazionale.

 

Come avviene l’educazione nella famiglia affettiva e relazionale?

Nelle famiglie tradizionali i genitori ritenevano normale farsi obbedire dai propri figli e utilizzare le punizioni, quando necessario. Agli occhi degli adulti, infatti il bambino era caratterizzato da desideri e pulsioni da contenere. In questa organizzazione, il ruolo di un padre severo, capace di preparare il figlio alla vita, e il sentimento della colpa erano protagonosti.  Nelle famiglie moderne, invece, il bambino è visto come una persona unica, le cui competenze e caratteristiche devono essere sostenute dai genitori fin dalla più tenera età. Ogni genitore cerca di far comprendere al figlio le ragioni delle proprie azioni educative, evitanto il più possibile di creare conflitto e sofferenza.

 

Che effetti ha il nuovo  modello educativo sugli adolescenti?

Gli adolescenti delle famiglie tradizionali provenivano da un’educazione che li aveva resi avezzi al dolore mentale. Per realizzare se stessi entravano in conflitto con i genitori e trasgredivano le norme, affrontando la sofferenza provocata dal senso di colpa. Gli adolescenti di oggi sembrano essere molto più pacifici ed entrano meno in conflitto con i genitori, che continuano ad essere visti come alleati anche quando si cresce. Questo non significa che i ragazzi non debbano più affrontare grandi difficoltà per realizzare se stessi, ma che essendo mutato il contesto sociale e familiare, sono fortemente cambiate le sfide adolescenziali. Gli adolescenti moderni sono stati bambini che hanno sperimentato poca sofferenza mentale, ma  che hanno sentito su di sé grandi aspettative, infatti, il compito principale da affrontare nella fase adolescenziale è di tipo narcisistico. I ragazzi per separarsi dai genitori devono vivere la delusione delle aspettative che avevano coltivato durante l’infanzia  e definire la loro nuova identità, ridimensionando ideali grandiosi. In questa realtà il sentimento prevalente non è il senso di colpa, ma il senso di vergogna.

 

Il giovane adulto

Fino a qualche decennio fa la fase adolescenziale era seguita dall’ingresso nella vita adulta, invece, oggi, complici motivi economici e culturali, i ragazzi rimangono per molti anni in una fase che è definita “fase del giovane adulto”. In questa fase i compiti sono diversi da quelli dell’adolescenza, perché non ci sono tumulti dovuti alle tempeste identitarie, ma sono anche diversi da quelli dell’età adulta, infatti, generalmente, non ci sono progetti di vita stabili legati, ad esempio, alla costruzione di una famiglia e non c’è l’indipendenza economica. Sostanzialmente, il giovane adulto, che prima è stato un adolescente narcisisticamente fragile, figlio di una famiglia affettiva in cui c’era poco conflitto e tanto rispecchiamento, fatica, sia a livello intrapsichico sia concreto, a separarsi e  abbandonare  la  nicchia  affettiva  primaria,  al  di  là  delle  difficoltà  sociali  ed  economiche. Infatti, l’età degli anni universitari sembra lasciare spazio alla possibilità di sperimentarsi in contesti legati agli amici, ai viaggi e alle proprie passioni, ma è seguita da una nuova fase di transizione dell’ingresso nel mondo adulto del lavoro, che spesso è difficile e richiede di elaborare il lutto del giovane adulto studente per lasciare spazio al vero ingresso nella fase adulta.

La presenza di nuovi modelli educativi o di nuove fasi di vita non è di per sé né positiva né negativa. Anche l’adolescenza è una fase che è stata definita e vissuta in modo diffrente a seconda delle epoche e dei contesti culturali. È importante, però, conoscere e definire i fenomeni che caratterizzano l’ambiente in cui viviamo.

 

Bibliografia

Giovane adulto. La terza nascita. Matteo Lancini e Fabio Madeddu. RaffaelloCortinaEditore, 2014.

La famiglia è cambiata. Anche per i figli. Matteo Lancini. Psicologia Contemporanea, N. 250.

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