PERCHE’ SOGNIAMO?

Freud diceva che il sogno è la via regia per l’inconscio.

 

In molte culture antiche i sogni erano considerati una finestra su altri mondi più elevati, una potere, nonché una fonte di informazioni, una guida.

 

Oggi dobbiamo fare un passo indietro e chiederci innanzitutto se i sogni abbiano un significato.

 

COME FUNZIONA IL SONNO?

 

Il sonno è uno stato reversibile di ridotta reattività e ridotta interazione con l’ambiente.

 

Il sonno è caratterizzato da diverse fasi. In generale, molte volte durante la notte entriamo in una fase chiamata sonno REM (da rapid eyes movement – movimenti rapidi degli occhi) in cui tutto il corpo (ad eccezione dei muscoli oculari e respiratori) è immobilizzato, e si evocano quelle vivide illusioni che chiamiamo sogni. Il resto del tempo passa in uno stato chiamato non-REM in cui il cervello generalmente non crea sogni, e se li crea, è rarissimo che siano dettagliati e piacevoli come i sogni della fase REM. Durante il sonno non-REM il cervello sembra fermarsi, infatti, il consumo di energia che utilizza e le frequenze di scarica generali dei suoi neuroni sono al livello più basso della giornata. Al contrario, durante il sonno REM il cervello sembra fare di tutto tranne che riposare. Dement definisce il sonno REM un cervello attivo che si illude in un corpo paralizzato. L’EEG (elettroencefalogramma) del sonno REM non è quasi distinguibile da quello del cervello sveglio e attivo. Il consumo di ossigeno del cervello è più alto nel sonno REM di quanto non sia quando il cervello è sveglio e concentrato su problemi di matematica.

 

Passiamo circa il 75% della notte in un sonno non-REM e il 25% in fase REM. Il sonno non-REM può essere diviso in 4 fasi a seconda delle caratteristiche dell’EEG. Durante la notte, quindi, si ripetono più volte cicli da 90 min composti da 4 fasi non-REM e una fase REM.

 

PERCHE’ ALCUNI DI NOI SI RICORDANO I SOGNI E ALTRI NO?

 

Perrine Ruby, ricercatrice del centro per le neuroscienze di Lione, fornisce una risposta a questa domanda: “Abbiamo scoperto che le persone che ricordano spesso i loro sogni hanno complessivamente un tempo di veglia durante il sonno più lungo rispetto agli altri. In media, i grandi sognatori hanno dei risvegli della durata di circa due minuti, che non necessariamente, però, corrispondono a una cattiva qualità del sonno.” In pratica, se ricordiamo perfettamente i nostri sogni probabilmente è perché ci siamo svegliati più volte nel corso della notte senza averne coscienza. La chiarezza o meno dei nostri ricordi anche dalla fase del sonno durante la quale ci si sveglia. È stato di mostrato, infatti, che se ci si sveglia durante la fase REM è molto più probabile ricordare il sogno.

 

QUAL E’ LA FUNZIONE DEI SOGNI?

 

Secondo Freud, i sogni erano realizzazioni di desideri mascherati, un modo inconscio per esprimere le nostre fantasie sessuali ed aggressive che non possono essere espresse durante la veglia.

 

Le teorie recenti hanno posto attenzione agli aspetti biologici, ad esempio, Hobson e MCCarley, due scienziati della Harvard University, ritengono che i sogni non siano altro che immagini ed emozioni ben conosciute prodotte dall’attivazione semicasuale dei neuroni pontini, che attraverso il talamo attivano la corteccia cerebrale. Secondo questa ipotesi, la corteccia tenta di sintetizzare queste immagini disordinate in un insieme sensato che darebbe origine alle storie dei nostri sogni.

 

Diversi ricercatori, inoltre, suggeriscono che il sonno REM, e forse gli stessi sogni, svolgano un ruolo importante nella memoria. Non ci sono dati certi, ma sembra che il sonno REM aiuti a consolidare e integrare i ricordi. Alcuni studi mostrano che la durata del sonno REM aumenta in seguito ad una esperienza di intenso apprendimento.

 

Sfortunatamente, nonostante il sonno e i sogni siano uno degli argomenti più affascinanti e preferiti dalla letteratura, dalla filosofia e dalla scienza, la verità è che ancora oggi non esistono abbastanza dati per comprendere quale sia la reale funzione dei sogni e del sonno REM. Esistono, però, diverse teorie che possono essere approfondite e possono essere la base per ulteriori studi, che magari riusciranno a chiarire meglio il significato dei sogni.
 

 

Bibliografia:

Bear M. F., Connors B. W., Paradiso M. A. Neuroscienze – esplorando il cervello. Elvesir, 2009.

http://www.atlantico.fr/rdv/atlanti-question-lundi/est-que-c-est-grave-ne-pas-se-souvenir-reves-perrine-ruby-1815258.html

No Comments Categories: NEUROSCIENZE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *